01 Mar 2017
Parole giuste, dette al momento giusto possono cambiare in meglio il corso della giornata di una persona, possono essere il piglio per un’idea che ancora non riusciva a venire fuori, possono far breccia in un cuore, possono portare un sorriso, riaccendere una speranza, motivare un team, dichiarare amore, far sentire importante qualcuno, insomma possono essere ponti.
Allo stesso modo, parole sbagliate, o dette al momento sbagliato, possono ferire, provocare grandi distanze nelle relazioni personali e professionali, inserire dei meccanismi di annebbiamento della mente, far scoppiare reazioni di rabbia, spegnere una speranza, confondere, limitare, insomma possono ergere muri.
Una semplice sequenza di sillabe, vocali e consonanti combinate insieme creano il contenuto del nostro messaggio, esprimono i nostri pensieri, stati d’animo e riescono a portarci a volte alle stelle e a volte… alle stalle!
È capitato anche a te a volte di innervosirti così tanto all’udire alcune parole, da alzare la voce contro qualcuno dicendo a tua volta parole pesanti che non pensavi davvero? E ti è capitato anche subito dopo di pentirti amaramente per aver usato quelle parole offensive? Hai poi cercato anche tu, a mente fredda, di rimediare al danno, rendendoti conto che ormai non potevi più tornare indietro, con tutte le conseguenze del caso? A me si, ahimè! È capitato tante volte. Fino a quando il percorso di crescita personale che ho intrapreso mi ha insegnato a gestire meglio il mio stato d’animo e via via tante situazioni intorno a me hanno iniziato a cambiare… in meglio!
“Il risultato della comunicazione è dato dalla risposta che ottieni”
Ieri mattina pioveva a dirotto, erano le 9, stavo tornando dalla palestra in macchina e c’era molto traffico. Dovevo svoltare a sinistra, per cui mi ero messa tranquillamente in coda alle altre macchine. Il semaforo per girare era scattato già tre volte ed erano riuscite a passare solo tre macchine perché erano tutti al centro dell’incrocio pretendendo di passare… il caos. Arriva il mio turno, ma il semaforo diventa arancione e invece di passare ostruendo l’incrocio, decido di fermarmi e di aspettare il verde successivo. Il “gentile” signore che era dietro di me ha iniziato a sbraitare, gesticolare, è sceso dalla sua auto e mentre si dirigeva verso la mia era talmente tanta la sua rabbia che ha iniziato a pronunciare parole poco garbate nei miei confronti. Io l’ho visto con la coda dell’occhio, ho preso un bel respiro, ho contato fino a 10 per trattenere certe parole dure che avevo proprio sulla punta della lingua (non sono ancora così ZEN!) e appena si è accostato al mio sportello, con assoluta sicurezza, sono scesa anche io dall’auto. A questo punto, con tono deciso ed alto come il suo, ho pronunciato le mie parole “morbide”, facendogli notare quale fosse la situazione e che mettermi al centro dell’incrocio non avrebbe consentito né a me né tanto meno a lui di passare, in quanto il semaforo era già arancione. Gli ho fatto constatare come quel gesto ci aveva fatto perdere altri due semafori verdi e che le sue parole erano state poco rispettose nei miei confronti… sapete cosa è successo??? Mi ha chiesto scusa, ha cercato di giustificarsi in mille modi dicendomi che aveva una riunione importante, che era in ritardo, bla bla bla, ha perso l’ostilità iniziale, le sue parole si sono riempite di gentilezza, il tono della sua voce si è abbassato e alla fine mi ha chiesto anche se poteva offrirmi un caffè per scusarsi… l’ho ringraziato, gli ho augurato una buona giornata e sono ripartita! Ottima risposta, siete d’accordo?
“Se il pensiero corrompe il linguaggio, anche il linguaggio può corrompere il pensiero”
                                                                                                                                        George Orwell
Sapete qual è stata la vera forza di questa discussione, cosa ha permesso di fare arrivare il messaggio forte e chiaro? La congruenza tra i tre tipi di linguaggio che ho utilizzato e compongono una comunicazione efficace: verbale (le parole ed il contenuto del mio messaggio), paraverbale (il tono che ho usato ed il volume che ha ricalcato quello dell’interlocutore) e non verbale (i movimenti del corpo, espressioni facciali e lo sguardo).
“Se vogliamo che gli altri comprendano quello che vogliamo dire, ce ne dobbiamo assumere la responsabilità.”
Quello su cui ho voluto accendere i riflettori oggi con questo articolo è proprio la parte verbale del linguaggio, l’importanza, il valore ed il peso che ogni singola parola che pronunciamo ha su di noi e su coloro cui è diretta, perché anche le parole contengono una vibrazione.
Una volta pronunciate le parole creano un pensiero, un’affermazione, una credenza e così plasmano una esperienza, e tutto ciò è sostanza energetica, che rimane a livello conscio e soprattutto inconscio.
Le parole pronunciate non possono tornare indietro, ma con queste nuove consapevolezze, sappiamo che possiamo imparare ad usarle in modo utile per creare la nostra realtà, per migliorare la nostra vita e l’energia dentro e fuori di noi.

Pronta a passare all’azione?

Ti indico 3 passi per utilizzare le parole giuste al momento giusto e sfruttare tutto il loro potere. In questo modo potrai ottimizzare il tuo dialogo interno, le tue relazioni con le persone che vivono intorno a te, proteggerti dalle “bullshit” degli altri, e giorno dopo giorno, costruire dei nuovi percorsi di pensiero positivo per arricchire la tua vita di meraviglia trasformando i muri in ponti.
Ecco come:
  1. PONI ATTENZIONE ALLE PAROLE CHE USI
    Comincia a porre attenzione alle parole che usi quando parli, con te stessa e con gli altri.
    Utilizzi parole positive o sei abituata a parlare con delle negazioni?
    Dove è rivolto il tuo focus, su quello che funziona, su ciò che si può migliorare o è posto su ciò che non va, che non funziona?
    E la tua attenzione è sul futuro, sul presente o sul passato?
    Utilizzi parole potenzianti, motivanti, o sei solita usare parole che riportano ad aspetti negativi, lamentela e recriminazione?
    Stai considerando i possibili cambiamenti positivi di una situazione complessa?
    E a te stessa, quando sei in una situazione sfidante, cosa dici? Ti motivi o sei tu la prima a dire che “non cambierà mai”, “ormai è così”, “mi sono rassegnata”?
  2. RISTRUTTURA LE TUE FRASI
    Comincia ad allenarti: scrivi almeno 5 delle frasi espresse in negativo che ripeti più frequentemente e ristrutturale, sostituendo le espressioni negative con espressioni positive e propositive:
    Esempio: “non voglio essere grassa” con “mi impegno a mangiare in modo sano e a camminare mezz’ora al giorno per raggiungere i 60 Kg”.
    Nelle frasi in cui sei solita utilizzare espressioni definitive (mai, sempre, ecc.) aggiungi le paroline magiche “Sino ad Ora”, “Non ancora”.
    Esempio “non riesco mai a correre per 10 km” con “sino ad ora non sono riuscita a correre per 10 km” oppure “non sono ancora riuscita a correre 10 km”
    Poi rileggile e nota che sensazione ti danno, come ti risuonano, come le vedi.
    È diverso l’effetto vero???
  3. VAI NEL FUTURO
    Metti una musica rilassante, rileggi con calma le parole che compongono le nuove frasi espresse in positivo e a cui hai aggiunto le paroline magiche.
    Immagina ora il tuo modo di pensare e di pensarti rispetto a una determinata situazione, e mentre pronunci a voce alta o mentalmente le tue nuove frasi, vedi come si formano le immagini mentali corrispondenti, immagina di essere nell’ambiente giusto, di comportarti come vuoi, di aver messo in atto le tue abilità e di aver raggiunto il tuo obiettivo… e goditi la sensazione: da ora sai che è possibile e devi sono alzarti e andare a prenderti ciò che vuoi.
    Provare per credere!

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Mi occupo di coaching al femminile e lo faccio per aiutarti a riconquistare la fiducia in te stessa e a realizzare le straordinarie potenzialità della tua mente e del tuo corpo.

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