A chi poco non basta, niente basta!

Qualche settimana fa a cena, mio marito mi raccontava che da lì a poco sarebbe stato via per tre giorni in Umbria per partecipare ad un team building aziendale, il cui leitmotiv sarebbe stato lessenziale.
“WOW” ho pensato.
E mi è venuto in mente uno dei capitoli più belli della celebre e meravigliosa storia “Il Piccolo Principe” densa di insegnamenti e spunti di riflessione. Vi riporto un estratto del capitolo XXII in cui Antoine de Saint-Exupéry porta a riflettere proprio sull’essenziale.
In quel momento apparve la volpe.
“Chi sei?” domandò il piccolo principe, “sei molto carino…”
“Sono una volpe”, disse la volpe.
“Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, sono così triste…”
“Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomesticata”.
“Che cosa vuol dire addomesticare?”
“È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…”
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”.
“Comincio a capire” disse il piccolo principe. “C’è un fiore… credo che mi abbia addomesticato…”
“È possibile”, disse la volpe. “Capita di tutto…”
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
“Per favore… addomesticami”, disse.
“Volentieri”, disse il piccolo principe, “ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose”.
“Non ci conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe. “Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”
“Che cosa bisogna fare?” domandò il piccolo principe.
“Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe. “Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi“.
“L’essenziale è invisibile agli occhi”, ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
“È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”.
“È il tempo che ho perduto per la mia rosa…” sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
“Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…”
“Io sono responsabile della mia rosa…” ripeté il piccolo principe per ricordarselo.
È da un po’ di tempo che anche io medito su questo tema: penso a tutto ciò che ho, a quanto è piena la mia vita, di cose materiali e non, ma in realtà molte di queste a cosa mi servono? Che valore aggiungono alla mia vita? E soprattutto aggiungono o tolgono? Luce, spazio, aria, leggerezza… Di cosa ho realmente bisogno per vivere bene?
“I grandi amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai: «Qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?» Ma vi domandano: «Che età ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?» Allora soltanto credono di conoscerlo.”
Nelle nostre occupazioni quotidiane, presi dalla routine e dai molteplici impegni e scadenze che programmano la nostra vita, ci dimentichiamo ciò che è veramente essenziale per noi o, ancor peggio, lo diamo per scontato… Siamo sempre più concentrati su noi stessi, spesso infastiditi da ciò che è diverso da noi ed abbiamo poca voglia e tempo di capire, di capire il perché ci troviamo a fare spesso azioni improduttive, di capire perché ci troviamo a comprare e/o mangiare compulsivamente, di comprendere le ragioni dell’altro. Difficilmente guardiamo al di là del nostro naso se ci pensiamo bene… forse perché siamo abituati a vivere in questa comfort zone? Forse perché non ci interessa capire cosa c’è al di là dell’apparenza? Forse perché abbiamo paura di scoprire il vaso di Pandora?
Le ragioni potrebbero essere tante ed ognuno avere la sua, ma non è questo il punto.
Il punto è invece prendere consapevolezza di quanto la nostra vita si possa arricchire quando riconosciamo l’essenziale per noi e ricominciamo da lì, facendo diventare quella la nostra comfort zone; quando ci liberiamo di tutto quello che ci appesantisce emotivamente, che non ci permette di vivere serenamente e liberamente, di quello che in realtà non ci rappresenta nella nostra essenza, ma che utilizziamo perché così fan tutte…
“Chi vuole viaggiare felice deve viaggiare leggero” 
Ti starai dicendo che son belle parole, che è tutto ok fin qui, ma come si fa????
A volte basta staccarsi dagli occhi della mente ed affidarsi agli occhi del cuore per avere tutto più chiaro, per comprendere le ragioni dei nostri comportamenti e di quelli di coloro che ci stanno attorno, per renderci conto di tutto ciò che abbiamo e di quanto le nostre lamentele e insoddisfazioni non abbiano ragion d’essere, per trovare una soluzione ad un dubbio, ad una sfida del momento, per trovare anche semplicemente una risposta ad un quesito: basta spostare il focus sull’essenziale!
“Un mucchio di sassi smette di essere un mucchio di sassi nel momento in cui un singolo uomo lo contempla,
portando con sé l’immagine di una cattedrale”
Quando ci focalizziamo sull’essenziale, su ciò che si serve davvero, su ciò che ci fa star bene, è come se indossassimo un paio di lenti a raggi infrarossi che ci portano a vedere oltre l’apparenza. E questo vale anche per i nostri rapporti sentimentali, per i rapporti famigliari, per i rapporti interpersonali in generale, vale per i nostri obiettivi, in quanto ci permette di avere una visione di insieme ed appunto di essenzialità…
Per aiutarti a fare chiarezza su ciò che è essenziale per te e ripartire da lì alleggerendoti della tua zavorra, ti propongo 10 domande di auto coaching. Ti consiglio di dedicarti un po’ di tempo in cui cellulare, pc, tv, siano spenti e tu possa avere modo di riflettere… Prendi il tuo quaderno della consapevolezza, una penna, fai qualche respiro profondo che ti permetta di rilassarti e… VAI!

Auto coaching sull’essenziale

  •  Che cos’è per te l’essenziale?
  •  Quali sono oggi per te le cose essenziali nell’amore, nella salute, nel lavoro, nella famiglia?
  •  Cos’è che conta veramente per te?
  •  Ti stai concentrando sulle cose che per te contano?
  •  Come ti senti quando ti dedichi a ciò che essenziale per te?
  •  Cosa ti dici quando vivi con e nell’essenziale?
  •  Cosa in particolare ti fa distogliere lo sguardo dall’essenziale?
  •  Come ti senti quando ti fai distogliere dalle cose essenziali?
  •  Come potresti fare per evitare che accada?
  •  Di che supporto o risorse avresti bisogno per essere essenziale?
Per i prossimi 10 giorni, prima di andare a letto analizza la tua giornata e cerca di classificare gli avvenimenti e le persone a cui ti sei dedicata nella misura del 20% o dell’80%. Inizierai così a delineare un piccolo schema delle tue priorità. Questo esercizio ti aiuterà ad imparare piano piano a scegliere ciò di cui occuparti perché ti fa star bene ed è necessario.
Buon cammino!
PS Sulla mia pagina FB Tiziana Giusto Empowering al Femminile in #ticonsigliounlibroilvenerdì questa settimana ti parlerò di un libro sul tema.
Stay tuned!
Tiziana Giusto
info@tizianagiusto.it

Professionista del coaching, della comunicazione, della crescita personale, professionale e dell’Empowering al Femminile. Ti supporto nella tua crescita personale, attraverso percorsi e formazione mirata.

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