Qualche giorno fa sono andata a seguire la presentazione di un corso di sport coaching tenuta da un mio caro collega. Ci sono andata per accompagnare una mia amica, che gioca ad alti livelli in uno sport di squadra, interessata all’argomento. Alla fine della serata, tornando verso casa, lei mi ha raccontato di quanto nell’ultimo anno le sue prestazioni da numero uno, fossero calate e di quanto fosse entrata in una spirale disfunzionale dalla quale non era riuscita ancora a venire fuori, tanto da pensare di lasciare la squadra. Tutto accadeva dopo un infortunio: tornata nel team, le sue performance erano meno eccellenti del solito (era in fase di recupero), ma il suo allenatore le aveva iniziato a ripetere che non era più come prima, che l’infortunio le aveva fatto perdere il suo talento, che non aveva più la stessa grinta, che non performava più a livelli da serie A e che ormai non ce la poteva fare. Quest’ultima è stata la frase che mi ha fatto sobbalzare: “Non ce la puoi fare!!!”.
Quello che mi chiedo spesso è se ci si rende conto, prima di pronunciare delle parole tanto dure, che avranno una influenza sul ricevente e soprattutto mi chiedo: cosa si crede di ottenere?
Secondo voi, in che stato d’animo l’allenatore ha messo la persona in questione? In uno stato funzionale, di sprone e di motivazione o in uno stato disfunzionale e critico? Ora, a prescindere da tante considerazioni, c’è da tenere presente che l’allenatore in una squadra rappresenta il punto di riferimento, ed è colui che, attraverso la gestione degli atleti, sia fisica che mentale, può riuscire ad ottenere grandi risultati o pessime sconfitte. L’allenatore quindi, come tale, può creare nei suoi atleti delle credenze potenzianti o depotenzianti e, dal momento che lo sport non è solo fisico ma è anche mente e cuore, forse sarebbe più utile parlare agli atleti in modo che essi possano far crescere le prime invece che le seconde.
La situazione appena descritta può essere riportata in qualunque ambito della nostra vita: negli ambienti di lavoro (il capo), in famiglia (i genitori), a scuola (gli insegnanti) e così via.
“Fai attenzione a come pensi e come parli perché può trasformarsi nella profezia della tua vita”  San Francesco
Ecco oggi vi voglio brevemente parlare proprio di quanto le nostre credenze influenzano i nostri risultati, in ogni ambito!!!
Le credenze nascono dalle generalizzazioni ed hanno un doppio potere: il potere di creare e il potere di distruggere.
Se una volta non abbiamo fatto bene una cosa, ci diciamo o peggio “ci dicono” che non sappiamo fare quella cosa, ci “attacchiamo addosso” quella frase, associamo uno stato negativo a quella situazione, ci convinciamo che sia così, ci ripetiamo quella locuzione ed è fatta. Tutte le altre volte che ci troveremo davanti alla stessa situazione entreremo in automatico in uno stato depotenziante, nella convinzione di non saperla fare, saremo assaliti da ansia, dubbi, paure e… come si dice in ambito sociologico, ecco servita “la profezia auto avverante”: sbaglieremo ancora e… rafforzeremo ancora la nostra convinzione, entrando in un circolo vizioso. Vi sembra furbo come modo di pensare e agire???
Pensateci un attimo: il fatto che oggi sia 31 maggio e ci sia il sole e 29 gradi non vuole dire che tutti i 31 maggio degli anni a venire ci sarà il sole e questa temperatura, giusto? Se allo chef Carlo Cracco oggi il suo rinomato tuorlo d’uovo fritto non riesce squisito come al solito, non vuol dire che non sappia più cucinare e che tutte le volte che preparerà quel piatto gli verrà nello stesso modo, giusto? Se oggi Roger Federer durante un match di tennis sbaglia il suo famoso rovescio, non vuole dire che sarà così tutte le volte che giocherà, giusto?
E perché dovrebbe essere diverso per ciò che noi facciamo?
Ci sono tanti fattori che influenzano le nostre performance, primo fra tutti lo stato d’animo (di cui vi ho già parlato in un post di qualche mese fa) e poi anche l’auto-efficacia (anche di quest’ultima vi ho parlato in un post).
La buona notizia? È tutto nelle nostre mani.
Noi possiamo cambiare il nostro stato d’animo e possiamo migliorare la nostra autoefficacia. Ed ho un’altra good news da darvi: le credenze, le convinzioni sono solo pensieri ripetuti da noi nella nostra mente e quindi sono sotto il nostro controllo! Una volta acquisita la consapevolezza che siamo inesorabilmente e fortunatamente noi a decidere di cambiare i pensieri poco furbi, possiamo facilmente sostituirli con pensieri utili, acuti, potenzianti e che ci servano per raggiungere i nostri obiettivi!!!
Quando io l’ho scoperto ho avuto una sorta di illuminazione e quasi non potevo credere che fosse tutto vero, nelle mie mani… poi ho cominciato a trasformare i pensieri negativi, che ogni tanto si presentavano, in pensieri positivi, utili, pensieri guida per la mia mente, per il mio stato d’animo per la mia auto-efficacia e così pian piano ho provato su me stessa il potere che è in me!
Questo potere è anche in te, tutto ciò che devi fare è prenderne anche tu consapevolezza ed usarlo senza limiti!!!
Lo so, ti stai chiedendo come fare, ti stai dicendo che la tua situazione è diversa, che a te sono tante le cose che vanno nella direzione sbagliata, da troppo tempo, magari sei convinta che io sia più fortunata di te… permettimi di dire BALLE!!! Io ho semplicemente preso atto di questo potere che c’è in me ed ho incominciato a cambiare i miei pensieri… sai come? Te lo spiego qui sotto nell’esercizio che ti lascio per cominciare da oggi ad agire.

Comincia ora:

  • prendi una penna ed un taccuino, un foglio, un dispositivo mobile, insomma qualunque cosa tu possa portare sempre con te e su cui tu possa facilmente scrivere all’occorrenza;
  • dalla mattina appena sveglia alla sera prima di addormentarti, ogni qualvolta nella tua mente si dovesse affacciare un pensiero limitante (che limita il tuo potenziale, che ti sta mettendo nella gabbia delle tue paure, insicurezze, dubbi, perplessità…) annotalo sul taccuino;
  • scrivi anche come quel pensiero ti fa sentire (nervosa, ansiosa, triste, piena di paure, ecc.);
    trasforma quel pensiero in un pensiero positivo o neutro; Esempio: “oggi sarà una giornata lunga e dura a lavoro”  – ” oggi sarà una giornata sfidante in cui avrò la possibilità di sperimentare nuove abilità ed imparare nuove cose”.
  • dopo aver riletto il pensiero trasformato in positivo, annota ancora una volta come ti fa sentire quel nuovo pensiero rispetto alla stessa situazione (tranquillo, motivato, con la voglia di andare ad affrontare questa nuova sfida, concentrata sul buon esito o su tutto ciò che di nuovo imparerai, ecc.);
  • alla fine della giornata, sempre sullo stesso taccuino, scrivi cosa hai imparato e di cosa sei grata.
Allenerai così la tua mente a focalizzarsi su pensieri funzionali ed utili, il tuo stato d’animo migliorerà notevolmente e così pure la tua autoefficacia. Più lo farai più diventerà naturale per te…
Ricorda: evita di lamentarti, agire è ciò che conta.
Provare per credere!

Mi occupo di coaching al femminile e lo faccio per aiutarti a riconquistare la fiducia in te stessa e a realizzare le straordinarie potenzialità della tua mente e del tuo corpo.

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