05 Feb 2020

Che felicità tornare a scrivere.

Sono stata assente dal blog per un lungo tempo e sapete perché? È nata Penèlope, sono diventata mamma.
L’ho desiderata tanto, sognavo di diventare mamma da quando ero piccolina e mi piaceva giocare con il mio adorato “Cicciobello”: lo portavo in giro nel suo passeggino, lo accudivo, gli preparavo le pappe, gli raccontavo le favole per dormire e gli leggevo le storie che i miei genitori leggevano a me… ed era anche seduto tra i miei banchi ricavati dalle sedie della cucina, nella mia classe quando giocavo a fare la maestra.

Poi nella vita le cose non sempre vanno come noi vogliamo: ci sono sogni che possono diventare obiettivi, ma non tutti gli obiettivi sono sotto la nostra totale responsabilità e quello di diventare mamma fa parte di questa categoria.

“La vita non è quella che dovrebbe essere, la vita è quella che è. E’ il modo in cui l’affronti che fa la differenza”  Virgina Satir

Il modo in cui l’affronti è l’atteggiamento che decidi di avere nei confronti di ciò che sta accadendo. Gli strumenti che il mio amato lavoro mi ha fornito sono stati molto utili in quegli anni per affrontare i momenti sfidanti, per esempio ogni volta che un test di gravidanza non andava a buon fine, e per superare gli stati emotivi che inevitabilmente ne derivavano. Lo sport è stato un compagno prezioso nella mia vita: in quel momento ho deciso di iniziare a fare qualcosa di ancora più intenso, ho iniziato a fare Triathlon, uno sport meraviglioso in cui ci si mette tanto alla prova sia dal punto di vista fisico che mentale. E proprio qualche giorno prima della mia prima gara… ho scoperto di essere incinta!  Raccontare tutta la storia sarebbe lunga e forse non interessante per alcune di voi, ma ciò che voglio dirvi è che sono una late bloomer anche in questo.

Il parto è stata l’esperienza più incredibile e meravigliosa della mia vita e anche qui tanto mi è servita la mia preparazione da mental coach, le visualizzazioni e la respirazione… perché la mente è un acceleratore di buoni risultati quando sappiamo come utilizzare il suo potenziale.

La gioia che ha portato la mia principessa nella mia vita è indescrivibile: prima del suo arrivo credevo di aver conosciuto l’amore in tutte le sue forme, ed invece ho scoperto che non era così, mi sono ritrovata a vivere, a sentire, un amore incommensurabile, un amore oblativo, un amore immenso che mai avevo provato prima.
Lei è un ulteriore stimolo a fare della mia vita un capolavoro, a migliorarmi continuamente per essere per lei un buon esempio come madre, come donna, come moglie, come figlia, come professionista, come amica…

Eppure sto sperimentando una cosa straordinaria, cioè io la accudisco e mi prendo cura dei suoi bisogni, ma lei è la mia maestra
Ha compiuto un anno (già un anno!!! ) da pochi giorni e sono già tante le cose che lei mi ha insegnato (e chissà quante ancora ne dovrò imparare dalla mia insegnante preferita!). Per esempio:

1 – LA PAZIENZA
Pensavo di averne ricevuta una buona dose in dote, ma mi sbagliavo. Però ho un’allenatrice straordinaria, la mia bimba, che ogni giorno mi permette di allenare questa risorsa e adesso vi garantisco che il mio paniere di pazienza non è mai in riserva!
Imparo che la pazienza è una virtù che permette di osservare la vita e di farla fluire.
2 – IL TAKE IT EASY
Amo l’ordine e la pulizia, mi piace vivere così… prima di Penelope (e sì, c’è un prima ed un dopo) a volte mi alzavo presto la mattina, mi allenavo (avevo la mia prima gara di triathlon da preparare), tornavo a casa, sistemavo, ordinavo, pulivo e poi mi mettevo al lavoro.
Non è cambiato dentro di me il modo di vedere le cose, è che con la mia bimba ho allargato la mia zona di comfort ed ho imparato il take it easy: con i bimbi l’ordine assume un’accezione differente, la pulizia anche… vedeste come sono il seggiolone, la parete alle sue spalle ed il pavimento dopo che la mia bimba ha fatto la pappa… e il bello sapete qual è? Che mentre i primi giorni diventavo isterica con me stessa, oggi ho imparato a dire “chissenefrega”. Lei, il suo esperire, la sua crescita vengono prima di tutto. Per pulire c’è tempo, quando lei dorme, la mattina presto prima che lei si svegli e a volte la notte. La amo così tanto che mi basta guardarla e ricarico le pile.
Imparo a godere dei momenti della vita, senza fossilizzarmi su pratiche che mi farebbero perdere momenti irripetibili.
3 – TRASFORMARE OGNI COSA IN UN GIOCO
Come molte di voi sanno sono anche insegnante del metodo “Heal your life – Puoi Guarire la Tua Vita” di Louise Hay, grazie al quale ho riscoperto l’amore per la mia bambina interiore, ho imparato a coccolarla, ad ascoltarla, a darle attenzione ed è stato meraviglioso. Adesso che è arrivata Penélope è ancora più facile riconnettermi con lei, perché ci mettiamo tutte e tre sul tappetone e giochiamo tanto. E mi diverto un sacco a trasformare tante cose, tante situazioni, tanti avvenimenti in gioco, in storie. Giocando e ridendo ogni giorno Penélope impara e cresce… ed io con lei.
Imparo che il gioco insegna molto più di tante rigide imposizioni.
4 – LA MAGIA DI UNO SGUARDO
È incredibile quanto due occhietti piccoli e dolci possano aprire e sciogliere il cuore, possano dare un coraggio da leone e possano trasformare la stanchezza in energia, le tensioni in coccola e la malinconia in gioia pura. Questo intendo per magia di uno sguardo.
Imparo da lei che con la dolcezza si ottiene tutto.
5 – IL FIDARSI INCONDIZIONATAMENTE
Lei mi guarda e nei suoi occhioni c’è tutta la fiducia che ha in me, nel mio amore per lei. Lei sa che mi prenderò cura di lei… e questo è un grande atto di responsabilità da parte mia.
Imparo quanto è importante la fiducia per responsabilizzare… anche le mamme.
6 – L’ ESSERE FELICE SEMPLICEMENTE PERCHE’ ESISTI
Le basta aprire gli occhietti la mattina, cercare la tetta di mamma ed è già tanto felice. È felice semplicemente perché esiste, lei nella sua giovane vita senza condizionamenti è felice sempre, quando giochiamo, mangiamo, ridiamo, leggiamo, persino quando le dico dei no … riesce poi subito a tornare a sorridere.
Imparo che la felicità parte da dentro di noi, ed è l’atteggiamento con cui dovremmo vivere la nostra vita.
7 – VIVERE IL “QUI E ORA”
Lei non conosce ancora la scansione del tempo degli adulti, fatto di impegni, date, faccende da sbrigare, responsabilità… lei vive nel qui ed ora godendo di ogni momento, dando valore a quello che sta facendo in quel momento. Quando la vedo prendere in mano un libro o un gioco e cimentarsi nel cercare di mettere una formina nella sua casetta di legno, cercando l’incastro perfetto, mi sorprendo nel constatare il suo essere presente a stessa e non la disturbo sino a quando è lei che finisce ciò che sta facendo e mi cerca per farmi vedere cosa ha realizzato. Io la osservo con amore.
Imparo a godere del momento presente, perché è ciò che realmente conta.

…queste sono solo alcune e chissà quante ancora dovrò impararne. Insomma, come dico spesso, tu sei figlia ed io madre, eppure tu figlia insegni tanto adesso.

E l’insegnamento generale che ancora una volta la vita mi ha dato è che da ogni situazione, evento, bello o sfidante della vita, abbiamo qualcosa da imparare. Ogni cosa che accade ci serve per crescere, per diventare persone migliori, per tirare fuori la nostra forza, la nostra tenacia, la nostra fede.

A Penelope dico “Grazie di esistere”.

Al Signore mio Dio dico “Grazie per i Tuoi insegnamenti preziosi e grazie per il dono della vita”.

A te invece chiedo, cosa hai imparato da un momento bello o sfidante della tua vita?

Buon cammino…

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