Qualche giorno fa si è giocata la partita che ha sancito l’eliminazione della nostra nazionale di calcio dai mondiali 2018.

Per noi italiani essere fuori dai mondiali di calcio prima che inizino è una grande delusione, e nella storia questa è la seconda volta che succede: 1958 e 2018.

Subito dopo la partita, sentivo intorno a me e in tv gente che dava colpe all’allenatore, ai giocatori, al tempo, al terreno, all’Ikea… io, con gli strumenti di analisi che ho come mental coach, mi sono posta una domanda: cosa possiamo imparare dalla mancata qualificazione della nostra Nazionale? Qual è l’insegnamento che possiamo cogliere?

Non fallisco mai. Imparo.

Ci può stare che a caldo si abbiano reazioni un po’ forti, ma bisogna ben presto adottare pensieri e ragionamenti funzionali per capire cosa è successo e cosa possiamo imparare proprio per migliorarci e ripartire più forti di prima!

Tre spunti di riflessione

Imparare a gestire le sconfitte
Piangersi addosso, dare colpe ad altri, buttarsi alle spalle l’avvenimento come se fosse colpa di chissà quale congiunzione astrale, è un atteggiamento che fa restare fermi, è l’atteggiamento dei perdenti.

Facile salire sul carro dei vincitori, piace a tutti, ma è quando si perde che bisogna fermarsi, avere la capacità di accettare, valutare, capire, analizzare, trovare l’insegnamento, il significato delle proprie sconfitte. Questo è l’atteggiamento di chi ha una mentalità vincente.
La scelta è sempre nelle tue mani!

Prepararsi contro preoccuparsi
Una competizione non si vince all’ultima partita, specie se è una competizione a punti, specie se si chiama qualificazione ai Mondiali. Quando si gioca per una qualificazione, o comunque in un torneo a punti, si vince quando ci si prepara e ci si impegna in modo costante, mettendoci anima e cuore. Arrivare a realizzare solo all’ultima partita che si rischia di non farcela e quindi preoccuparsi del risultato e mettere fuori grinta, gioco, performance brillanti, quando si è già con l’acqua alla gola… giova a poco. Prepararsi contro Preoccuparsi.

Fare leva sulla responsabilità
Si tratta di assumersi la responsabilità delle azioni ovvero prepararsi a rispondere e questo partita per partita.
Far leva sulla responsabilità permette di decidere sul futuro invece che recriminare sul passato. Recriminiamo sul passato quando cerchiamo un colpevole da punire invece che capire come funzionano le cose: far leva sulla colpa, quindi, non è efficace, anche se può sembrare più soddisfacente e meno faticoso.
Anche se è facile criticare gli altri e, nello specifico, allenatore e squadra, siamo sicuri di non comportarci, in molte occasioni, come hanno fatto loro?

Nel dubbio, da coach mi sento di chiedere a me stesso e a te:

Qual è la prossima vittoria che vuoi ottenere?
Cosa devi assolutamente fare adesso, per poter vincere “alla fine del torneo”?
Quali errori è meglio evitare, se non vuoi perdere?

Davanti a noi ci sono sempre delle scelte, ognuna delle quali ci porta verso un futuro diverso.

Buon cammino!

Mi occupo di coaching al femminile e lo faccio per aiutarti a riconquistare la fiducia in te stessa e a realizzare le straordinarie potenzialità della tua mente e del tuo corpo.

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