Ti è mai capitato di reagire in modo inconsulto ad una determinata situazione e di esserti poi domandata il perché di quella reazione? Oppure ti è capitato di avere un attacco di rabbia talmente forte da non riconoscerti? O ancora di provare tanta malinconia rispetto ad una situazione o ad una persona che non vedevi da tempo e di non capire esattamente perché? O ancora ti è mai capitato di divertirti talmente tanto da fare cose che fanno i bambini e di esserti sentita felice da un lato e quasi ridicola dall’altro, perché i “grandi” non fanno certe cose?

Beh! In realtà le reazioni che sono sembrate strane e quelle che ti hanno fatto tornare piccolina, provengono da una parte meravigliosa che è dentro di te e che molti credono di non avere, altri non riconoscono ed altri ancora negano: il bambino interiore.

Per dirlo con le parole di Louise Hay, il bambino interiore rappresenta la nostra emotività ed è una parte della nostra personalità che resta con noi per sempre. A livello di età il bambino interiore si identifica all’età di circa 10 anni, età in cui un bimbo è già entrato in contatto con il mondo, l’ha filtrato, ha imparato a vivere nel mondo esterno si è creato le sue prime fondamentali credenze su ciò che lo circonda, famiglia, amore, compagni, ecc., e vive quindi con le sue paure e le sue sicurezze.

Grande importanza rivestono proprio le credenze che si formano durante quegli anni. Spesso si formano in maniera occasionale, senza una vera riflessione; impariamo che i leoni fanno paura, che i serpenti sono pericolosi, che il lavoro è faticoso, che i soldi sono sporchi, che i tramonti sono belli, che invecchiando ci si ammala, che esprimere opinioni diverse vuol dire litigare, che la felicità non esiste, che la vita è dura, che l’amore è raro da trovare, che gli uomini sono infedeli, solo per citarne alcune.

Ellen Langer, professoressa di psicologia sociale ad Harvard, chiama queste convinzioni che abbiamo formato in maniera affrettata ed inconsapevole (senza farne esperienza) “impegni cognitivi prematuri”. È come se stessimo continuando ad onorare gli impegni famigliari presi quando avevamo tra i 5 e gli 8 anni che oggi ci ingabbiano, o come se stessimo ancora indossando i vestiti di quando avevamo quell’età anche se ci vanno stretti e corti.

Il bambino interiore rappresenta una forza motrice primordiale che si esprime nella sua forma più elementare. È quella parte di noi coraggiosa, quella parte di noi che ha voglia di sperimentare, di inventare, di lasciarsi guidare dai propri talenti, di esprimersi come sa fare, con le risorse che ha a disposizione senza temere giudizio, senza temere conseguenze nefaste, ma solo avendo fiducia nella vita. È quella parte di noi che ama essere amata, che ama incondizionatamente e che si fida e si affida solo all’intelligenza del cuore.

Molti psicologi hanno studiato il bambino interiore e le connessioni che ha sulla vita adulta, ed in particolare Jung evinse che ci sono due parti di esso: il bambino Luce che è dolce, amorevole, intuitivo, giocoso e gioioso, ed il bambino Ombra, che è triste, impaurito, arrabbiato, possessivo. Il bambino luce, il bambino sano, darà nella vita il meglio di sé, amore, equilibrio, intuito, successo, svilupperà i suoi talenti, saprà accedere alle sue risorse ed avrà quindi gli strumenti per affrontare al meglio le sfide della vita. Al contrario il bambino ombra, il bambino ferito, tenderà ad essere insoddisfatto, a creare situazioni problematiche per sé e per gli altri, nei rapporti interpersonali tenderà ad essere altalenante e sarà sempre alla ricerca di qualcosa fuori da sé per poter star bene.

Tu come ti senti? Hai mai parlato con il tuo/a bambino/a interiore? Sai come sta?

Domande per verificare come sta il bambino interiore

1) ti succede spesso di sentirti triste per nulla?
2) senti che qualcuno dall’esterno cerca di metterti i bastoni tra le ruote?
3) c’è qualcosa dentro di te che ti blocca e che non ti permette di esprimerti, di ridere, ballare, fare ciò che desideri?
4) credi che gli altri non ti amino?
5) credi non essere abbastanza (brava, buona, gentile, preparata, studiosa, intelligente, ecc.)?
6) hai paura del tuo futuro?
7) ti giudichi e ti critichi spesso sia dal punto di vista fisico che comportamentale?
8) senti che nella vita non sei ricompensata a dovere per quello che fai?
9) ti innamori di partner a cui dai tutta te stessa ma in cambio non ricevi lo stesso amore e le stesse attenzioni?
10) fai difficoltà ad amare te stessa esattamente così come sei?

Durante i miei corsi o sessioni mi capita spesso che le persone con cui lavoro abbiano risposto di sì ad almeno 6/7 di queste domande. Cosa vuol dire? Semplicemente che il tuo bambino interiore è ferito: ha bisogno di te!

Gran parte del metodo di Louise è basato proprio sul recupero del rapporto con il bambino interiore, sul ritrovare amore reciproco, sul tornare a parlare, tornare a fare le cose che piacciono ai bambini, dal giocare al disegnare a mangiare un gelato, a vedere un cartone animato, ad ascoltare le fiabe, a farsi coccolare e molto altro ancora… E tutto questo è importante farlo riprendendo proprio una foto di noi da piccoli e di guardare negli occhi quella meravigliosa creatura e cercare di ritrovare lo stato d’animo, i suoi pensieri, cosa stava accadendo intorno in quel momento, che emozioni provava… e poi di prendere uno specchio e guardarsi negli occhi, gli occhi che sono gli stessi di allora, e dichiarare amore al nostro bambino interiore… e di farlo anche se in quel momento sembra una cosa sciocca, anche se non crediamo, anche se ci provoca fastidio. Va fatto ogni giorno appena svegli.

Pensaci: quante volte ti sei veramente guardata negli occhi e ti sei detta di amarti? Quante volte ti sei guardata fissa negli occhi e ti sei fatta un complimento? Quante volte sei entrata davvero in connessione con gli occhi che del tuo bambino interiore?

Beh! Quando io ho fatto per la prima volta questo esercizio durante il mio primo week end del metodo Louise Hay… ho pianto molto. All’inizio non riuscivo a guardarmi e mi sentivo ridicola a dirmi, riflessa in uno specchio, che mi amavo e soprattutto farlo guardandomi negli occhi sul serio, non per truccarmi, per modellare le sopracciglia o per togliermi qualcosa che mi si era infilata in un occhio. E credetemi, prendere la consapevolezza di avere due occhi così belli, così profondi, in cui c’è racchiusa tutta la mia essenza è stato meraviglioso.

Accogliere la nostra parte bambina significa stabilire un contatto con la fonte originaria della nostra esistenza.

Idee per divertirti con il tuo bambino interiore

  • Fai un disegno: Prendi delle matite colorate e comincia a disegnare con la mano non dominante te da bambina/o. Quando avrai finito, soffermati a pensare cosa ti dice quel disegno, che colori hai usato e perché proprio quelli, cosa sta facendo la tua bimba/o in quel momento.
  • Parla alla tua bambina/o interiore e chiedile semplicemente come sta, cose le piace, cosa non le piace, cosa la fa star bene, cosa la spaventa, cosa puoi fare tu per far sì che stia meglio…
  • Fai un elenco di tutte le cose che potete fare insieme e poi praticane almeno una al giorno: andate a mangiare un gelatone, andate al cinema, andate a fare una passeggiata, arrampicatevi sugli alberi, andate a correre in spiaggia, disegnate, preparate i biscotti, leggete un libro, ballate, ridete a squarciagola, saltate sui letti…
  • Pratica la gratitudine. Scrivi su un diario tutte le cose per cui sei grata in una giornata ed i pensieri che fai appena sveglia e prima di andare a dormire e… ricorda sempre di dare la buona notte anche a lei/lui.

Così inizia la guarigione!

Buon cammino.

#bambinointeriore #louisehay

Mi occupo di coaching al femminile e lo faccio per aiutarti a riconquistare la fiducia in te stessa e a realizzare le straordinarie potenzialità della tua mente e del tuo corpo.

Post a comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.