Qual è la persona con cui passi più tempo durante la tua vita? …ci stai pensando? La risposta per quanto semplice, non è immediata, almeno per me è stato così.
Quando ho letto questa domanda in un libro, ho iniziato a pensare alle persone della mia famiglia con cui sono cresciuta, previo poi realizzare che è stato vero solo per un certo periodo di tempo. Così ho pensato a mio marito, ma anche in questo caso il tempo che passiamo realmente insieme, considerando lavoro, sport, interessi di ognuno, e tutto il resto, non mi tornava… sino a quando ho realizzato: la persona con cui passo più tempo nella mia vita sono io stessa!
Passo con me stessa tutta la vita, ventiquattro ore al giorno, dal giorno in cui sono nata al giorno in cui lascerò questo corpo… WOW per me è stata una meravigliosa presa di consapevolezza che ha cambiato tantissimo il modo di considerarmi, guardarmi, vivermi: ho già dentro di me tutto ciò di cui ho bisogno, l’amore e la stima.
“Mi chiedi qual è stato il mio progresso? Ho cominciato a essere amico di me stesso” Seneca
Prima di trovare questa risposta, per lungo tempo ho cercato la stima degli altri (e che fatica!!!). Ogni volta che gli altri apprezzavano le mie azioni, ogni volta che un progetto si realizzava nel migliore dei modi, ogni volta che ottenevo successi nella sfera personale, sociale, lavorativa, sentivo crescere una grande emozione, che mi dava allegria, sicurezza, voglia di fare ancora meglio… Io la chiamavo autostima.
Quando invece le cose non andavano come avevo progettato, mi sentivo insoddisfatta, malinconica e triste. E così vivevo in un’altalena emozionale di stati d’animo.
Fino a quando è arrivata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ci furono grandi cambiamenti nell’azienda in cui lavoravo, e molte delle cose che prima facevo con successo sembravano non andare più bene: all’improvviso sembrava io fossi diventata incapace di scrivere, di organizzare, di gestire il mio team, di avere idee brillanti… e così fu che la mia presunta autostima finì, giorno dopo giorno, sotto i miei piedi.
Ho così vissuto un periodo di disorientamento, fino a quando ho realizzato che c’era qualcosa che non quadrava: stavo permettendo ad eventi e persone esterne di influire su ciò che pensavo di me stessa!!!
Ho capito che stavo commettendo un errore basilare: stavo confondendo l’autostima con l’autoefficacia.
Si chiama infatti “auto-stima” e non “altri-stima” … e neanche fiducia in sé stessi!
L’autoefficacia, o fiducia in se stessi che dir si voglia, è legata all’ambito del fare, e quindi a parametri esterni.  È una qualità che sviluppiamo in base alle esperienze che facciamo, ed è legata ai risultati che otteniamo, come tale per sua natura è altalenante. Può capitare infatti che qualcosa la si sappia fare meglio di altre, così come che una cosa nuova impareremo a farla in maniera ottimale dopo esserci allenati (e può capitare anche che altri mutino, per tanti motivi, il loro giudizio su di noi e sul nostro operato). Impariamo continuamente cose nuove e ci miglioriamo continuamente. Ed anche gli errori fanno parte del processo di apprendimento “sbagliando si impara”.
La vera autostima, invece, è legata solo al parametro interno di amore incondizionato. Amore profondo nella nostra anima, legata al nostro cuore, che ci impedisce di buttarci giù, che ci incoraggia, ci dà forza, ci dà sostegno come un genitore con il suo bambino. Solo cose belle. Si tratta di amare sé stessi, celebrarsi e onorarsi ogni giorno della propria vita, per il semplice fatto che esistiamo. Non dobbiamo aspettare di raggiungere alcun obiettivo o ottenere chissà quale premio per amarci, è una consapevolezza che nessuno dall’esterno può darci, deve arrivare da noi, consapevolmente.
Ed ecco la straordinaria lezione che ho imparato: per sviluppare l’autostima occorre separare ciò che siamo come persona, dai comportamenti che abbiamo e da ciò che gli altri si aspettano da noi!
L’identificazione del sé con i nostri comportamenti, con ciò che gli altri pensano di noi e con i risultati delle nostre azioni, ci porta a star male e, a pensarci bene, a star male per qualcosa che prescinde da noi.
Avere un comportamento sbagliato, non significa essere sbagliati.
Fallire in qualcosa, non vuol dire essere dei falliti.
Fare qualcosa di stupido, non vuol dire essere stupidi.
Siamo di gran lunga di più dei nostri comportamenti, dei nostri risultati, delle nostre azioni e di ciò che gli altri pensano di noi.
La bella notizia è che quando l’autostima è solida, c’è equilibrio emotivo dentro di noi, anche quando le cose non vanno come avevamo pensato.
E ORA PASSIAMO ALL’AZIONE
  • Riconosci la chiave di azione: i tuoi pensieri sono realmente frutto della tua mente, della tua esperienza, dei tuoi desideri, o sono semplicemente una proiezione dei pensieri, esperienze e desideri di qualcuno a te vicino?
  • Fermati e mettiti in ascolto: se sei bloccata e non sai come andare avanti, fermati e mettiti in ascolto. Fallo con il cuore e le orecchie ben aperti
  • Prendi in mano la chiave: fai una lista di affermazioni positive, di pensieri potenzianti, di frasi motivanti che diventeranno il tuo kick off per ripartire. Prendi dei post-it colorati, scrivi le tue affermazioni e attaccale ovunque, allo specchio del bagno, sul frigo, vicino alla tele, sul libro che stai leggendo … e ripetile ripetile ripetile a te stessa.
  • Apri la porta del cuore: mettiti davanti allo specchio e guardandoti negli occhi ripeti a te stessa quanto amore provi per te, anche se all’inizio non ci credi, ripetilo ad alta voce, ascolta la tua voce con le orecchie e con il cuore. E prendi consapevolezza del fatto che puoi fare magie anche nella tua vitadipende solo da te e dai tuoi pensieri.
Quali sono le parole, le frasi che il cuore vorrebbe ascoltare?
Se ti va, scrivile qui sotto nei commenti.

Mi occupo di coaching al femminile e lo faccio per aiutarti a riconquistare la fiducia in te stessa e a realizzare le straordinarie potenzialità della tua mente e del tuo corpo.

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